Opera: Volatile

Volatile – ”Se semplicemente pensi a qualcosa, qualcosa semplicemente esiste” – Pittura Astratto geometrico – Olio – Artista Alessandra Gagliano (Agrigento Italia). Concorso per la promozione dell’ arte contemporanea in Italia. Opera Premio Celeste.

Guarda l’opera su: www.premioceleste.it Volatile

Opera: Distorted vision

Distorted vision – Visione distorta di un sistema di parti, niente ostacoli – essa scorre… Pittura Astratto geometrico – Acrilico – Artista Alessandra Gagliano (Agrigento Italia). Concorso per la promozione dell’ arte contemporanea in Italia. Opera Premio Celeste.

Guarda l’opera su: www.premioceleste.it Distorted vision

Il leone e la gazzella

“Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole, una gazzella si sveglia, sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa. Ogni mattina in Africa,quando sorge il sole, un leone si sveglia e sa che dovrà correre più della gazzella, o morirà di fame. Ogni mattina in Africa non importa che tu sia un leone o una gazzella, l’importante è che cominci a correre.”

Un giorno acqua e l’altro fuoco

Tu sembri lo yin e lo yang, opposta. Mai completamente yin, mai completamente yang, sei in esso ogni lato che contiene il seme opposto e contrapposto.

Yin: tenebre, luna, notte, scuro, femminile, passivo, freddo, riposo, male, negativo, sud, ovest, inverno, autunno, destra, introversione, destra, basso, terra, acqua, fenice, morte, guerra.

Yang: luce, sole, giorno, chiaro, maschile, attivo, caldo, attività, bene, positivo, nord, est, estate, primavera, sinistra, estroversione, alto, cielo, fuoco, drago, vita, pace.

Un giorno acqua e l’altro fuoco

Acqua: lenta, trasparente, lucida, densa, azzurra, mossa, salata, bagnata, H2O, turchese, idrogeno, ossigeno, molecole, composto chimico, liquida, goccia.

- Ecco come bisogna essere! Bisogna essere come l’acqua.
Niente ostacoli – essa scorre.
Trova una diga, allora si ferma.
La diga si spezza, scorre di nuovo.
In un recipiente quadrato, è quadrata.
In uno tondo, è rotonda.
Ecco perché è più indispensabile di ogni altra cosa.
Niente esiste al mondo più adattabile dell’acqua.
E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei. (attribuita a Lao Tzu)

Tu, un giorno hai il sapore dell’Acqua…

Fuoco: brucia, caldo, rosso, mosso, giallo, appuntita, viva, arancione, pericolosa, scintillante, ossidazione esotermica, luce, gas, combustibile, energia, consumo, fumo, fiamma, arma.

Tu, sai essere Fuoco.

Autunno: astronomico, naturale, settembre, ottobre, novembre, dicembre, giallo, rosso, marrone, tramonto, foglie, rami, secchi, spoglia, triste dolce, amaro, fertile, ovest.

- D’autunno l’infermità si addensa, come le nuvole in cielo, e molti mali che l’estate aveva assopito si risvegliano. (Theodore Francis Powys)

Tu, avevi un sapore amaro. 

Inverno: astronomico, naturale, dicembre, gennaio, febbraio, marzo, bianco, azzurro, nero, blu, viola, notte, pioggia, acqua, freddo, ghiaccio, tetro, nebbia, fecondo, nord.

- Discende dal cielo sì lieve la candida neve, che quando a terra si posa par ch’essa riposa, un manto infinito si stende sui campi silente, ricopre monti casette e contrade cancella le strade, il grano che muto riceve la candida neve ripensa, è un dono ben pio dal cielo di Dio (Trovata da Nonno Liborio)

Tu, osservi l’inverno. 

Primavera: astronomica, naturale, marzo, aprile, maggio, giugno, rosa, arancio, verde, giallo, blu, vento, profumo, fiori, vita,  serenità, resurrezione, alba, arte, cuore, est.

- Primavera non bussa lei entra sicura
come il fumo lei penetra in ogni fessura
ha le labbra di carne i capelli di grano
che paura, che voglia che ti prenda per mano.
Che paura, che voglia che ti porti lontano. (Fabrizio De André)

Tu, desideri la primavera.

Estate:  astronomica, naturale, giugno, luglio, agosto, settembre, forza, calore, luce, afa, giorno, bicicletta, fieno, barca, energica, gioiosa, serena, abbondante.

-  A cosa servono questi alberi verdi, a cosa serve il canto di un uccello, a cosa serve il sorgere del sole, a cosa serve una notte stellata? Che scopo ha tutto ciò? No, non esiste uno scopo. Per questo la vita è così bella. (OSHO “I misteri della vita”)

Tu, potrai essere l’estate.

Scusa… mi dai un passaggio?

Ciao sono Alessandra, ho 26 anni e sono nuovamente disoccupata, non è che potresti per caso darmi un passaggio in montagna tu con quel camper?

Mi farebbe piacere vivere per qualche giorno in una nuova città, in un parcheggio di una scuola ed alzarmi la mattina con il suono della campanella, aprire la portiera del camper e trovare la neve. Forse nevica solo il giorno che ripartiremo? Beh non fà nulla, vedrò la pioggia.

Prometto di stare buona, se hai qualche impegno non preoccuparti mi adeguo facilmente, cucino, passeggio, disegno, leggo, nel mio trolley ho tutto quel che mi serve: la moleskine, una penna, qualche uniposca, un libro e l’mp3 non serve altro.

Scappo da casa? No, il problema è che non sono abituata a stare nello stesso posto per molto tempo, ogni tanto voglio cambiare aria, dopo un pò mi annoio.

Mi dovrò adeguare, non funziona la doccia? Nessun problema, porto la tuta, nel caso faccio la doccia in una palestra, chiedo di fare una lezione prova.

Non è una gita? Lo so, infatti se fosse stata una gita non te lo avrei nemmeno chiesto, non ho un euro da spendere.

Affare fatto? Ok, allora ti aspetto allo svincolo dove c’è il benzinaio.

Punto & Accapo

Definizione di “Punto e accapo”

- Punto: ente geometrico fondamentale, segno grafico dai molteplici usi, istante preciso in cui qlco. si verifica, singolo momento in una successione, unità di misura, luogo di estensione molto limitata o precisamente individuato, nell’interpunzione segna la fine di un periodo ed è seguito da maiuscola, etc.

- Accapo: all’inizio di una riga, della riga successiva, capoverso.


Kandinsky scrive:

Il punto geometrico è un’entità invisibile. Deve quindi essere definito come un’entità immateriale. Pensato materialmente, il punto equivale a uno zero.

Ma in  questo zero si nascondono diverse proprietà che sono << umane >>. Noi ci rappresentiamo questo zero – il punto geometrico – come associato alla massima coincisione, cioè con un estremo riserbo, che però parla. In questo modo, nella nostra rappresentazione, il punto geometrico è il più alto e assolutamente l’unico legame fra silenzio e parola.

E perciò il punto geometrico ha trovato la sua forma materiale, in primo luogo nella scrittura – esso appartiene al linguaggio e significa silenzio.

Nello scorrere del discorso, il punto è il simbolo dell’interruzione, del non essere (elemento negativo), e, nello stesso tempo, è un ponte da un essere a un altro essere (elemento positivo). Questo è il suo significato interno nella scrittura.

Wassily Kandinsky – Punto Linea Superficie

Perle di Saggezza

« Ci vuole molto, ma veramente molto molto tempo prima di riuscire a diventare giovani. »
cit. Pablo Picasso

Paese che vai, usanze che ri-trovi…

Trovare, iniziare, ritrovare, ricominciare.

Ricominciare da… da dove? Da me, ricomincio da qui.

Qui, proprio qui.

Busso alla mia porta, ho una valigia ma non ho le chiavi di casa, dove le ho lasciate? In casa, quando sto via per molto tempo non me le porto dietro.

Permesso? Posso? Perché chiedo il permesso?

Perché mi sento un pò in imbarazzo, è casa mia, ma in realtà ho vissuto in così tanti posti che ogni volta che ritorno mi sento un pò in imbarazzo.

Entro in casa, ciao a tutti, grazie per avermi fatto spazio, ciao ricordi passati non vi ricordavo quasi più, ciao cose, scusate sono un pò ingombrante (ho cercato di mantenermi leggera viste le ultime esperienze) ma cercherò di mettere tutto nel minor spazio possibile, non so quanto resterò.

Stanza doppia, armadio in comune, laboratorio. Forse in fondo è meglio di una stanza singola.

Vivo con estranei? No, li conosco, sono di famiglia.

Monto, smonto, cambio, sistemo, tolgo la polvere di mesi ed anni dalle mie cose e rispolvero un pò di memoria.

Evito di rivoluzionare le abitudini altrui, le mie? Le cambio spesso, possono essere solo momentanee.

Casa, dolce casa, qui sono libera di creare, sporcare, dipingere e cazzeggiare, mi dovrò reinventare il da fare.

Indipendenza? In valigia, la conservo per quando dovrò e potrò ripartire.

Intanto ricomincio da qui

89′

Pausa

Lunghe strade, palazzi grigi, aria tetra, solito posto ci accoglie per passare il nostro tempo in attesa del grande evento.
Ore 11.30 del mattino, un sabato di un umido novembre.

Un infuso alle erbe alpine ed un thè al gelsomino riscaldano la nostra giornata. Un commercialista ed un avvocato accanto a noi disturbano la nostra quiete troppe parole. 

Io: Regina grazie al cielo hai cambiato facoltà se fossi diventata come loro non ti avrei retto per più di 5 minuti, hai fatto la scelta giusta.

image

Noi in silenzio, un tacquino ed una penna.

Piazza vuota, negozi aperti, strade semivuote. Il sabato è un giorno strano.

Ore 13:30, solito giorno.
La spaggia cupa e il mare quiete ci accompagnano alla ricerca di un posto dove poter mangiare. Una leggera follia invade la nostra mente.
Il momento si avvicina.

Pesaro… Stazione di Pesaro..

Mi gira la testa, chiedo: Velvet il mondo gira più veloce del dovuto?

No, è dentro la mia testa che tutto gira.

Affronto me stessa, tento di riprendere la visione normale delle cose, mentre osservo la gente che si ostina a parlarmi inconsapevole del mio stato d’essere.

Non ascolto.

Il miele mi riporta a me stessa, adesso sono pronta a partire insieme all’Ape Regina.

Stazione Termini, venerdì pomeriggio, gente che ti arriva addosso.

Ogni formica torna al proprio formicaio, ed ogni fuco al suo alveare.

Il grande inverno sta arrivando, novembre è un mese che molta gente odia.

Novembre, che incostante! Caldo, freddo, umido, piovoso, fastidioso, lunatico, impertinente, quando arriva novembre tutti ne risentono, ed ogni anno si ripresenta instabile.

Ore 17:20 – Treno, tanta gente, 4 posti, io, regina e 2 donne che parlano, parlano, e poi parlano. Tentiamo di riposare, ma non riusciamo perché sentiamo nella nostra mente tante parole che ci confondono, da qualche parola siamo attratte, da qualche altra siamo distratte.

4 Donne che fanno yoga prima o poi qualcosa se la diranno…  Il cantante dei Depeche Mode è Sexy. Età: min. 24 età max. 60.

ARRIVEDERCI – Forse ci rincontreremo al ritorno.

21.40 – Pesaro… Stazione di Pesaro.

Si sente l’odore del mare, dove andiamo? sarà in quella direzione… Andiamo.

Una mappa? No, sappiamo semplicemente che l’albergo si trova sul lungo mare. Un taxi? Troppo facile, meglio camminare.

Rumore assordante, percorsi sconosciuti, la notte non ci spaventa.

Senti l’odore? Si, è il mare andiamo di qua.

Strade vuote, aria tetra, cielo grigio.

Pesaro sembra una città medioevale rimodernata male. cit.

Pesaro – Vecchio Poeta

Il rumore assordante ci accompagna, una statua di un vecchio poeta ed un cane ci indicano la strada, attraversiamo una via e ci ritroviamo in una piazza vuota! Quel vecchiaccio aveva proprio ragione! Angolo della piazza un locale attrae la nostra attenzione, si intravede un cappello a cilindro, dei tipi strani intrattengono il pubblico con un pianoforte ed un cotrabbasso, il cilindro è del cantante, quel posto fà proprio per noi… ci torneremo più tardi.

Lungomare, lungo, grigio, umido, il mare si sente ma non si vede è nascosto da cabine di legno… alberghi.

Posiamo la valigia, torniamo al locale e leggiamo: venerdì chiusura ore 23.00

Proviamo comunque, al massimo tra 10 minuti ci buttano fuori.

Locale vuoto.

Una tisana grazie.

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