Nel nome del nome

L’uomo si è portato a dover riconoscere i suoi simili attraverso qualcosa… e secondo me una delle prime etichette che fù stata data all’uomo è il nome.

Successivamente al nome, vennero assegnate altre carattteristiche, che potessero contraddistinguere l’uomo da un altro uomo, capelli statura etc etc etc. (3 etc si valorizzano meglio tra di loro)

Nei tempi della pietra ed oltre, l’uomo assegnava sicuramente dei versi alle cose, e facendoli ripetere ad un altro uomo, si creava una specie di dialogo tutto loro.

Adesso l’uomo possiede una mole di parole così grande che non riesce a contenerle dentro di se. Nessuno conosce tutto il dizionario della lingua italiana ed oltre, eppure tutti ormai conosciamo le stesse parole con lo stesso significato attribuito ad ogni parola, o quasi. “è la frase che conta”

L’uomo avendo un vocabolario vastissimo, riesce tranquillamente a dialogare con un’altro essere umano, senza nemmeno sforzarsi di conoscerlo.

Ci siamo adeguati tutti quanti ad un unico modo di elaborare, esprimere ed esporre un qualcosa.

Un cane ad esempio, è un cane.

Se dici grrrrr sei stupido, devi usare il verbo ringhiare. Eppure il grrrr arriva prima del ringhiare.

La parola ringhiare, è una parola fredda. Il grrr o come lo vuoi scrivere, esprime un significato. Esprime il significato del discorso.

Se devi esprimere il concetto di un grrr, ci sono molteplici modi:

1: Il mio cane ha ringhiato, stanno per suonare alla porta.

2: Il cane ringhia perchè è infastidito da qualcosa

3: Trilly è scema perchè ringhia.

Un uomo ai tempi astrolopiteici e via dicendo, avrebbe fatto solo grrr, ed avrebbe agito di conseguenza, senza perder tempo con paroloni enormi.

Si sarebbe espresso diversamente, sicuramente non avrebbbe espresso un concetto, ma avrebbe espresso ciò che era da esprimere

Le parole, spesso ti fanno perder tempo vitale, quando divenanto frasi,da frasi paragrafi, capitoli, libri, enciclopedie e blah blah blah…

L’uomo della pietra, (Pippo, Caio, Martino o Gne Gne) non si sarebbe mai perso in fiumi di parole, perchè probabilmente si sarebbe annoiato, e forse anche addormentato.

Fiumi di parole inondano la nostra vita, ognuno, deve dire, ed esprimere qualcosa che ormai non riesce ad esprimere.

Tutti compresa me, per spiegarti qualcosa, ormai non riesco quasi più a farlo.

Ciò che si fà è provare a rintontire le  persone che ci stanno intorno, sparando parole a vuoto, con discorsi in-sensati.

Se una volta le parole potevano creare un’espressione comune, adesso, oggi, l’espressione creativa non esiste, rimane una comune di parole inespressive.

Una volta infatti tutte queste pippe che io scrivo non le avrebbero nemmeno pensate. beati loro.

Adesso ci sono così tante parole da vendere, da comprare, che ti vengono anche regalate. Spam (Spazzatura). Ormai esiste anche il verbo “spammare”, ovvero:

Spamming per interposta persona

Lo spamming per interposta persona è un mezzo più subdolo utilizzato sfruttando l’ingenuità di molta gente. Per l’esattezza si intende di solito l’invio di Email commerciali ad alcuni destinatari conosciuti e magari regolarmente iscritti ad una newsletter dello spammer invitandoli a far conoscere una certa promozione ad uno o più persone conosciute dall’ingenuo destinatario, invogliandolo magari con qualche piccolo compenso.

Grazie a questo sistema sarà l’ingenuo destinatario a “spammare” altre caselle di posta di suoi conoscenti e quindi coprendo colui che c’è dietro e che guadagnerà da questo comportamento. (Fonte WIKIPEDIA)

La cosa più subdola è:

Difese contro lo spam

È presente un certo numero di servizi e software, spesso chiamati antispam, che i server e-mail e gli utenti possono utilizzare per ridurre il carico di spam sui loro sistemi e caselle di posta. Alcuni di questi contano sul rifiuto dei messaggi provenienti dai server conosciuti come spammer. Altri analizzano in modo automatico il contenuto dei messaggi e-mail ed eliminano o spostano in una cartella speciale quelli che somigliano a spam. Questi due approcci al problema sono talvolta definiti come bloccaggio e filtraggio. Ognuna delle tecniche ha i suoi difensori e vantaggi; mentre entrambe riducono l’ammontare di spam inviata alle caselle postali degli utenti, il bloccaggio permette di ridurre la banda sprecata, rifiutando i messaggi prima che siano trasmessi al server dell’utente. Il filtraggio tende ad essere una soluzione più accurata, poiché può esaminare tutti i dettagli del messaggio. Molti sistemi di filtraggio si avvantaggiano delle tecniche di apprendimento del software, che permette di aumentare la propria accuratezza rispetto al sistema manuale. Alcuni trovano questa tecnica troppo invadente nei riguardi della privacy, e molti amministratori preferiscono bloccare i messaggi che provengono dai server tolleranti nei confronti degli spammer.

(Fonte WIKIPEDIA)

Traduttore: (Si crea il il virus per pagare il dottore)

La parola, se prima era qualcosa di creativo, adesso è spesso un virus.

Virus=Parola

Riprendendo ovviamente il discorso iniziale, (dopo essermi persa nelle parole per esprimere un concetto che non ho espresso) arrivo al dunque.

I nomi sono una noia.

Standardizzano le persone, e le persone sono ormai così tanto abituate agli standard, che non riescono ad apprezzare la variabilità delle cose, molto più espressiva dello standard.

Anche uno standard è una malattia: Standard = Virus

Più standard abbiamo e più standard abbiamo bisogno di creare. Potremmo dire che l’ossigeno dell’uomo ormai è lo standard.

Io STandard, tu Standard, egli standard…  (Voce del verbo Standardizzare) [anche i verbi hanno un nome] più tendiamo a standardizzarci, più probabilmente non riusciamo a standardizzarci, perchè la parola standard è nata migliaia di anni dopo la nascita dell’uomo, quindi “forse” tra altri migliaia di anni “forse”, riusciremo ad essere degli standard. (meno male che muoio prima!)

Ritornando ai nomi, il nome proprio di persona è monotono, un uomo si sente già standardizzato fin da piccolo.

Io: mi chiamo Alessandra, non sono sempre Alessandra, oggi per esempio mi sento nello standard di Penelope (cuci di giorno, scuci di notte) e di cognome (Maestro Miyagi), dai la cera, leva la cera…

Domani potrei essere… Domani si vedrà!

Devo ammettere però, che le parole hanno anche loro, un bel retrogusto di nettare degli dei, basta sapere consumare!

Parola di: Penelope Miyag

Informazioni su Virtual_Empty_Mind

Sono Alessandra la mia passione è il video e la grafica a tutto tondo! Se passate da qui.. lasciate un salutino!!

Una risposta a “Nel nome del nome

  1. 0000 _BELEZA_ 0000

    complimentiiiiiiiiiiiii sei bravissimaaaaa!!!

    baciniiii
    la tua fan n°1 !!! :*
    TI SEGUO SEMPREEEE..

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